Un nuovo spazio dove poter collaborare, scambiare pareri e metodi di intervento, discutere su diagnosi e prevenzione. Si chiama “Elenco Professionisti Sanitari” ed è il nuovo servizio disponibile ora per i medici e i professionisti sanitari di Consulcesi Club.
Il network digitale si presenta “come risposta all’attuale panorama sanitario sempre più orientato verso un approccio One Health”, spiega il Direttore generale di Consulcesi Simona Gori. Il servizio offerto da Consulcesi Club vuole aiutare il professionista a migliorare la propria visibilità all’interno della comunità degli operatori sanitari, facilitare i contatti tra operatori ed espandere la propria rete professionale. A poche settimane dal lancio – si legge in una nota – sono già centinaia i professionisti sanitari ad aver aderito al servizio. Tra i professionisti della prima ora spiccano gli operatori, in particolare infermieri e
fisioterapisti e tra i medici, i più ‘social’ sono di medicina generale e di psichiatria. “Il networking rappresenta una risorsa cruciale per i professionisti della salute, offre opportunità di crescita personale e professionale, lo sviluppo di competenze e l’accesso a risorse che arricchiscono la pratica clinica – aggiunge
Gori – In un contesto post-pandemico, la consapevolezza dell’importanza della collaborazione tra professionisti sanitari a diversi livelli è emersa con forza. La creazione di reti di contatti affidabili non solo favorisce lo scambio di idee e approcci, ma contribuisce anche alla costruzione di una reputazione solida nel
settore”.
Il social si presenta così come un ambiente interattivo e specializzato dove è possibile creare la propria scheda professionale, condividere le proprie competenze, esperienze formative e lavorative, oltre che mettere in evidenza attestati e pubblicazioni rilevanti. Gli utenti possono accedere a una piattaforma ricca di funzionalità, tra cui la possibilità di ricevere suggerimenti personalizzati su altri professionisti con profili simili, basati sulla loro professione e specializzazione. Attraverso il nuovo network, medici e operatori sanitari possono ampliare la propria rete professionale in modo significativo, connettendosi con colleghi che condividono interessi e competenze simili. “L’obiettivo – conclude Gori – è fornire una piattaforma che non solo semplifichi la gestione delle informazioni professionali, ma che promuova anche la crescita e lo sviluppo continuo nella comunità medica e sanitaria”.
Consulcesi, oltre un milione di richieste per l’azione collettiva ‘Aria Pulita’
A guidare questa lunga marcia contro l’inquinamento atmosferico in Italia è Milano
Raggiunto e sforato il primo milione di richieste in soli 6 mesi. Da giugno ad oggi sono infatti 1.151.096 le dimostrazioni di interesse all’azione collettiva Aria Pulita, portata avanti dal team di legali di Consulcesi. A guidare questa lunga marcia contro l’inquinamento atmosferico in Italia è Milano. Non solo per il numero “record” di richieste, circa 212mila, ma anche perché sarà la prima città a partire con l’azione legale targata Consulcesi. È stata infatti ufficializzata l’iscrizione a ruolo della prima azione collettiva, sono stati quindi depositati i ricorsi per violazione dei limiti di PM10 e di NO2. “Ora il giudizio è pendente dinanzi al Tribunale di Milano e in attesa che venga assegnato alla Sezione e al Giudice”, spiegano i legali di Consulcesi. L’udienza dovrebbe avere luogo la prossima primavera.
“È un primo bilancio positivo il quale suggerisce che siamo effettivamente sulla strada giusta e che abbiamo ben interpretato un bisogno insoddisfatto di buona parte della popolazione italiana”, dichiara Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi Group. “In pochi mesi abbiamo intercettato un gran numero di cittadini ‘eco-coscienti’, ovvero consapevoli di quanto la scarsa qualità dell’aria possa incidere negativamente sulla propria salute, che hanno deciso di dare voce al proprio diritto di vivere in un ambiente salubre”, aggiunge.Sul podio delle città più “eco-sensibili” c’è Milano con 211.286 richieste all’azione collettiva Aria Pulita, seguita da Roma con 140.635 dimostrazioni d’interesse e Torino con 47.893 richieste. La prima città del Sud interessata all’iniziativa legale di Consulcesi è Napoli con 44.659 dimostrazioni d’interesse. “Per il prossimo anno ci aspettiamo numeri ancora più importanti”, ammette Tortorella. “Milano farà solo da apripista e sono convinto che, a ruota, verrà seguita da molti dei 3.384 comuni e città italiane per i quali la Corte di Giustizia Europea ha multato l’Italia per violazione del superamento dei valori soglia di polveri sottili (PM10) e biossido d’azoto (NO2)”, aggiunge.In totale sono all’incirca 40 milioni i cittadini italiani costretti a respirare aria malsana e potenzialmente dannosa per la loro salute e che, per questo, possono richiedere un risarcimento allo Stato e alle Regioni, aderendo all’azione collettiva Aria Pulita di Consulcesi. “Aderendo alla nostra iniziativa si avrà, non solo, la possibilità di ottenere un risarcimento equo per la violazione del nostro diritto a vivere in un ambiente salubre, ma anche di prendere in mano la salute futura propria e quella dei propri cari: respirare aria pulita non è negoziabile, mai!”, conclude Tortorella.Per aderire all’azione collettiva, basta dimostrare, attraverso un certificato storico di residenza, di aver risieduto tra il 2008 e il 2018 in uno o più dei territori coinvolti. Per scoprire se e come partecipare all’azione collettiva, Consulcesi mette a disposizione il sito di Aria Pulita: www.aria-pulita.it.
Obbligo Ecm. Manca 1 mese alla scadenza. Gli operatori sanitari corrono ai ripari: +30% di iscrizioni ai corsi a distanza di Consulcesi
Nelle ultime settimane il nuovo Consulcesi Club ha registrato un’impennata delle iscrizioni ai suoi corsi da remoto, in linea con i dati ufficiali nazionali. Con un’offerta varia sia nelle tematiche che nelle modalità di fruizione è possibile recuperare il tempo perso, in termini di crediti. Massimo Tortorella: “L’aggiornamento professionale non è un’arma puntata contro, ma un ‘alleato’ per svolgere la professione al meglio delle proprie possibilità”
Per molti operatori sanitari questo ultimo mese sarà una corsa contro il tempo. L’obiettivo è raggiungere i 150 crediti del triennio formativo 2020-22 e, in via straordinaria, per la pandemia, anche i due precedenti 2014-16 e 2017-19. Manca pochissimo alla scadenza e non ci saranno più scappatoie, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha infatti ribadito che non ci saranno altre proroghe. Per gli inadempienti c’è il rischio di sanzioni amministrative, stabilite dal proprio Ordine professionale, fino alla sospensione. Il timore delle conseguenze ha spinto molti operatori sanitari a correre ai ripari ricorrendo a corsi ECM di facile accesso, quelli a distanza (FAD).
Nelle ultime settimane Consulcesi Club ha infatti registrato un’impennata delle iscrizioni ai suoi corsi ‘da remoto’. Più precisamente un aumento del 30% delle adesioni ai 300 corsi da cui si possono ricavare un totale di 1500 crediti ECM. Un aumento in linea con i dati riportati dall’Associazione Nazionale di Provider Formazione nella Sanità (AFNS) in collaborazione con il Cogeaps, il Consorzio che gestisce l’anagrafica dei crediti ECM. Dai dati, infatti, emerge che la grande protagonista è la formazione a distanza, la modalità FAD, la cui fruizione si è quintuplicata nel triennio 2020-2022 rispetto ai due trienni precedenti (2014-2016 e 2017-2019), con quasi dieci milioni di partecipazioni ad eventi FAD negli anni 2020/2022.
Interattiva e multimediale, con webinar, e-book e realtà virtuale: l’offerta della FAD non è mai stata così varia. “L’obiettivo è quello di aiutare quanto più possibile i professionisti sanitari ad assolvere all’obbligo formativo, in scadenza il prossimo 31 dicembre”, dice Massimo Tortorella. “E lo abbiamo fatto rinnovando completamente il Club di Consulcesi e potenziando la nostra offerta per l’aggiornamento professionale, prevedendo una moltitudine di tematiche, sempre attuali, e di modalità di fruizione”, aggiunge.
Per l’occasione, il Catalogo di Corsi ECM online si è rinnovato, integrandolo con modelli di formazione digitali seguibili su smartphone, tablet e PC con estrema comodità. Ha suscitato grande interesse l’offerta della cosiddetta formazione “in simulazione”. Consulcesi Club, infatti, ha introdotto esperienze immersive e interattive in cui le scelte del protagonista in formazione si esprimono con un immediato causa-effetto che porta a finali diversi, simile al “modello Bandersnatch” della famosa serie Black Mirror. A cui si aggiungono moduli di realtà virtuale esplorabili con il visore apposito; con simulazioni di manovre e procedure, e video dimostrativi sulle tecniche da adottare in casi clinici. “Ora davvero non ci sono più scuse per non assolvere all’obbligo formativo”, ironizza il presidente di Consulcesi.
“Consiglio di affrontare quest’ultimo ‘miglio’ con serietà e serenità, tenendo sempre a mente che l’aggiornamento professionale non è un’arma puntata contro, ma un ‘alleato’ per svolgere la professione al meglio delle proprie possibilità”, conclude Tortorella.
Sport: la Fondazione Consulcesi si aggiudica l’asta per la Barbie Bebe Vio
La Fondazione Consulcesi si è aggiudicata l’asta benefica per la barbie Bebe Vio. “Non appena abbiamo saputo dell’iniziativa della Mattel – spiega Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi Group, a cui la Fondazione fa riferimento – ci siamo attivati con l’obiettivo di vincere questa asta perché Bebe Vio rappresenta tutti i nostri valori ed è esempio e modello da seguire per i nostri progetti di inclusione, solidarietà e sostenibilità ambientale”. La campionessa paralimpica è stata inclusa tra le cinque Role Models di fama mondiale che la Mattel ha realizzato per festeggiare il quinto anniversario del Barbie Dream Gap Project pensato per tutte le bambine e ragazze del mondo. “Le bambole – continua Tortorella – rappresentano cinque donne che hanno abbattuto barriere, diventando fonte di ispirazione e modello di coraggio e resilienza e lo sono anche per la nostra Fondazione”.
Il ricavato dell’asta della “Barbie Bebe” andrà all’associazione Art4Sport della schermitrice. La bambola indossa anche la divisa ufficiale della “Bebe Vio Academy” fondata nel 2009 dalla campionessa, che fornisce protesi e carrozzine sportive ai bambini che supporta e ne promuove ed organizza i percorsi sportivi. Tra le varie attività promosse ed organizzate, dal 2021 ha fatto nascere anche la “Bebe Vio Academy”, un luogo inclusivo dove bambini normodotati e bambini con disabilità possono giocare e divertirsi praticando sport insieme. “Ognuno – conclude Massimo Tortorella – ha il diritto di raggiungere qualsiasi obiettivo e Bebe Vio ne è la dimostrazione”.
Oltre a Bebe Vio le altre bambole dell’iniziativa “Barbie Dream Gap Project” sono dedicate a Shonda Rhimes (pluri-premiata scrittrice, produttrice, autrice statunitense, nonché CEO di Shondaland), Helene Darroze (chef francese di fama mondiale), Katya Echazarreta (ingegnere elettrico e prima donna di origine
messicana a viaggiare nello spazio) e Hui Ruoqi (campionessa cinese di pallavolo).
Milano prima per ecoansia, 100mila richieste per azione collettiva Aria Pulita
Milano è tra le 5 città in cui si superano più frequentemente i limiti stabiliti dall’Organizzazione mondiale della sanità sulla concentrazione di polveri sottili, ma è anche al primo posto per residenti con “ecoansia”. È così che possono essere interpretate le oltre 100mila richieste arrivate da Milano ai legali del gruppo
Consulcesi impegnati nell’azione collettiva Aria Pulita. Sulle circa 600mila dimostrazioni di interesse pervenute – si legge in una nota – quasi 102mila arrivano solo da Milano. Seguono Roma con quasi 95mila richieste e Napoli con circa 80mila.
“Il crescente interesse della popolazione italiana, in particolare dei residenti di Milano e di altre grandi città del Belpaese, è segno del sempre più diffuso sentimento di disagio legato all’inquinamento atmosferico – afferma Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi Group – La qualità dell’aria è ormai diventata a tutti gli effetti una priorità per gli italiani, che mostrano di aver acquisito una maggior consapevolezza del legame imprescindibile tra salute ambientale e umana, attuale e futura”.
Milano – dettaglia la nota – è tra le città che sforano più i limiti di qualità dell’aria. Una recente indagine condotta da Deutsche Welle, in collaborazione con lo European Data Journalism Network, basata sui dati satellitari del servizio di monitoraggio atmosferico Copernicus, è emerso che tra il 2018 e agosto 2023
Milano è tra le città che hanno superato con più frequenza le soglie di rischio.
Su un totale di 295 settimane monitorate a Milano il limite massimo indicato dall’Oms è stato superato nel 93,2% delle settimane. Il capoluogo lombardo rientra tra i 3.384 comuni e città italiane candidabili all’azione collettiva Aria Pulita e gli stessi per i quali la Corte di giustizia europea ha multato l’Italia per
violazione del superamento dei valori soglia di polveri sottili (Pm10) e biossido d’azoto (NO2). In totale sono oltre 40 milioni le persone che possono richiedere, tramite l’iniziativa legale di Consulcesi, un risarcimento per aver respirato, loro malgrado, “aria avvelenata”.
“Il nostro auspicio è che alla crescente sensibilità dei cittadini milanesi, e non solo, sull’importanza di respirare aria pulita segua anche un cambio di marcia nelle politiche mirate a rendere più sano l’ambiente in cui viviamo”, evidenzia Tortorella. “L’obiettivo dell’azione collettiva Aria Pulita, infatti, non è soltanto
quello di aiutare i cittadini a essere risarciti per aver respirato aria inquinata, ma anche quello di stimolare i decisori politici ad affrontare coraggiosamente, una volta per tutte, l’annoso problema dell’aumento di emissioni inquinanti nell’atmosfera”, conclude il presidente di Consulcesi. Per aderire all’azione collettiva, basta dimostrare, attraverso un certificato storico di residenza, di aver risieduto dal 2008-2018 in uno o più dei territori coinvolti. Per scoprire se e come partecipare all’azione collettiva, Consulcesi mette a disposizione il sito www.aria-pulita.it.
Ex specializzandi. Consulcesi: “Punto di svolta decisivo, tribunali ne terranno conto”
Il Presidente di Consulcesi, Massimo Tortorella commenta l’odg votato all’unanimità presentato dall’onorevole Pagano che richiama l’applicazione della sentenza della Corte di Giustizia Ue: “Confermate ancora le nostre tesi, è il momento di portare avanti le cause con sempre maggiore convinzione”
Il diritto dei medici ex specializzandi 78-2006 esce ulteriormente rafforzato in Parlamento”. Consulcesi, mette in evidenza la significativa approvazione dell’Ordine del Giorno, presentato dall’onorevole Nazario Pagano e approvato all’unanimità dalla Camera dei Deputati nella seduta del 2 agosto. Con il
provvedimento, votato nell’ambito del Dl Infrazioni, il Governo ha assunto un impegno formale nei confronti di decine di migliaia di medici, a cui durante la scuola di specializzazione era stato negato il corretto trattamento economico in violazione delle direttive comunitarie in materia. Nel corso del suo intervento, il primo firmatario Pagano ha ricordato la recente pronuncia della Corte di Giustizia europea in favore dei professionisti sanitari coinvolti in questa annosa vicenda ed ha poi sottolineato che “l’approvazione dell’O.d.G. rappresenta l’impegno del governo a estendere l’applicazione della borsa di studio a tutti quei medici iscritti ai corsi di specializzazione medica, proprio in esecuzione della sentenza della Corte di Giustizia europea. Chi si è specializzato in quegli anni è stato sottopagato rispetto a chi lo ha fatto successivamente e necessita quindi di giustizia che, ora, dunque sarà fatta”.
Consulcesi, da oltre 20 anni in prima linea a tutela del diritto dei medici ex specializzandi coinvolti nella vicenda, con oltre 600milioni di euro ottenuti in loro favore attraverso le azioni collettive avviate, intravede un nuovo momento di svolta per il contenzioso. “La prima importante notizia – commenta il Presidente Massimo Tortorella – è che in Parlamento si sia riappropriato del suo ruolo, in questi anni lasciato invece ai tribunali. C’è una forte e chiara volontà politica, da parte di questo Esecutivo, di porre fine a questa ingiustizia”.
Con la prospettiva di nuovi interventi in sedi istituzionali, da Consulcesi arriva dunque l’invito alle decine di migliaia di medici coinvolti di proseguire con forza e determinazione la battaglia legale avviata. “Le nostre tesi, quelle che sosteniamo da sempre, hanno avuto l’ennesima conferma, aggiunge il Presidente Tortorella -. Il lavoro di stimolo, ma anche collaborazione, verso le istituzioni sta già producendo importanti risultati di cui i tribunali dovranno necessariamente tenere conto”.
È possibile sapere di più sulle azioni legali e le cause collettive portate avanti da Consulcesi sul sito
www.consulcesi.it.
Fondazione Consulcesi con Save the Children in Albania per contrastare la povertà educativa
L’Albania si conferma il Paese più povero dei Balcani. Secondo gli ultimi dati Eurostat 2022, il numero di cittadini albanesi che presentano domande di asilo negli Stati membri dell’UE è aumentato in modo significativo nell’estate del 2021, richiedendo ancora quindi “sforzi continui e prolungati”
L’Albania si conferma il Paese più povero dei Balcani. Secondo gli ultimi dati Eurostat 2022, il numero di cittadini albanesi che presentano domande di asilo negli Stati membri dell’UE è aumentato in modo significativo nell’estate del 2021, richiedendo ancora quindi “sforzi continui e prolungati”.
Alla ricerca di una vita migliore, il popolo albanese continua a registrare tra i più alti flussi migratori verso l’Europa, tanto che ha quella che è considerata la terza diaspora più grande del mondo, dopo Bosnia- Erzegovina e Guyana. In Italia, secondo il recente rapporto sulle comunità migranti 2022 pubblicato dal Ministero del Lavoro, i cittadini di origine albanese regolarmente soggiornanti in Italia sono poco meno di 400mila, confermandosi il gruppo più numeroso di stranieri residenti nel Paese, secondi solo a quelli di cittadinanza romena.
Era l’estate del 1991 quando nel giro di un paio di notti circa 30mila persone provenienti dall’Albania sbarcarono in Italia. In un Paese impreparato ad accogliere una migrazione di tale portata, la prima crisi umanitaria post bellica, l’integrazione non fu semplice. Ieri come oggi, molti gridarono “all’invasione” e reagirono con scetticismo, mentre molti altri scesero in campo per fornire aiuti alimentari, medicinali e vestiario.
Oggi, «i cittadini albanesi rappresentano da anni una delle principali comunità straniere del nostro Paese e la loro presenza è tra le più consolidate tra le collettività non comunitarie», scrive il Ministero del Lavoro nel report.
Se per molti albanesi l’Italia è ormai casa, così l’Albania lo è per Consulcesi che a Tirana vede una delle sue sedi, e dove ha deciso di sostenere un progetto implementato da Save the Children e volto a contrastare la povertà educativa tra i minori più vulnerabili.
«La povertà economica è strettamente legata a quella educativa, in un circolo vizioso dove queste due si alimentano a vicenda. Dunque, non si può pensare di contrastare la prima senza occuparsi della seconda», spiega Silvia Superbi, consulente per lo sviluppo e il fundraising di Enti del Terzo Settore nonchè Direttrice di Fondazione Consulcesi, l’ala del Gruppo Consulcesi dedicata al sostegno all’infanzia e al diritto alla salute.
Come racconta ancora la Direttrice della Fondazione, «quando si parla di povertà educativa non si fa riferimento meramente alla lesione del diritto allo studio, bensì al più complesso e ancora troppo spesso sottostimato diritto ad apprendere, sperimentare e svilupparsi individualmente e di liberare le proprie
potenzialità, talenti e desideri».
Questa, strettamente legata ai problemi socioeconomici, è altresì influenzata dalle capacità di genitori ed educatori di orientare e sostenere i bambini verso lo sviluppo, come anche dagli spazi che i giovani trovano nella scuola e fuori di essa dove poter identificare e sviluppare le loro aspirazioni. «Queste mancanze –
spiega ancora la Superbi – andranno a gravare ulteriormente sulla capacità di sviluppare competenze cognitive, autostima, fiducia in se stessi, motivazione, comunicazione, cooperazione».
In questo contesto, il progetto ‘Contrasto alla povertà materiale ed educativa per minori 6/14 anni in condizioni di vulnerabilità a Tirana, Albania’ implementato da Save the Children Albania, in partenariato con il Comune di Tirana, grazie al sostegno economico di Fondazione Consulcesi, Otto per Mille Chiesa Valdese
e Save the Children Italia, ha l’obiettivo di rafforzare le reti territoriali per rendere più efficace il sistema di servizi socioeducativi offerti ai minori a partire da quelli più vulnerabili, «attraverso interventi integrati, sostenibili e replicabili».
«Anche questo progetto, come gli altri portati avanti e sostenuti da Fondazione Consulcesi, dall’Italia all’Africa, intende avere un impatto sociale duraturo nel tempo, lontano da interventi “spot” e definiti come ‘progettifici’», aggiunge la Direttrice di Fondazione Consulcesi.
Così, le azioni di prevenzione e contrasto alla povertà educativa, avviate a marzo e in pieno svolgimento, hanno lo scopo di rafforzare il ruolo dei Centri Comunitari potenziando il loro sostegno alla crescita di bambini e adolescenti come anche il sostegno alle loro famiglie.
In particolare, il progetto si concentra su quattro centri sociali presenti nel Comune di Tirana e nel sostegno a questi su quattro livelli di intervento specifici: il supporto alla strutture, favorendo lo sviluppo di sinergie e di un lavoro coordinato e multisettoriale tra i diversi servizi presenti sul territorio; il sostegno alla genitorialità attraverso il rafforzamento della relazione genitori/educatori – bambini, l’implementazione di attività per bambini e adolescenti che spaziano dall’attività sportiva alla alfabetizzazione digitale e all’educazione non formale, contrasto e prevenzione del fenomeno dei neet in termini di protagonismo giovanile, orientamento scolastico efficace, conoscenza del territorio e delle opportunità che offre.
I centri scelti, quindi le attività svolte e sostenute, sono rivolte in particolar modo a bambini e famiglie provenienti da contesti di vulnerabilità: dal disagio economico a quello sociale, fino a minoranze etniche e disabilità.
«Tra tutte le forme di povertà, quella educativa proprio perché colpisce in primis bambini e ragazzi è certamente la più ingiusta. Questi, non solo fin da subito vivono le conseguenze di ‘colpe’ non loro ma rischiano di subirne gli effetti per tutta la loro vita, continuando a trasferire questo grave svantaggio di
generazione in generazione, compromettendo così il progresso economico e sociale dell’intero Paese», conclude Silvia Superbi.
«Ma non è una condizione irreversibile e molto si può e si deve fare per cambiare la Storia e permettere alle nuove generazioni di scrivere la propria e quella del loro Paese», aggiunge infine Simone Colombati,
Presidente di Fondazione Consulcesi.
Con caldo e inquinamento il rischio di infarto raddoppia
Una ricerca cinese sui dati di cinque anni ha trovato una correlazione significativa tra il rischio di decessi per infarto e giorni caratterizzati da caldo e da freddo estremo e alti livelli di particolato nell’aria
Il mix di caldo e inquinamento può essere micidiale. Tanto da raddoppiare il rischio di morte per infarto.
Sono allarmanti le conclusioni di un nuovo studio condotto dalla Sun Yat-sen University di Guangzhou (Cina), pubblicato su Circulation, la rivista di punta dell’American Heart Association. Nel dettaglio la ricerca, analizzando i dati di una singola provincia cinese nell’arco di cinque anni, ha trovato una correlazione significativa tra il rischio di decessi per infarto e giorni caratterizzati da caldo estremo – ma anche di freddo estremo – e alti livelli di particolato nell’aria.
Lo studio ha anche rivelato un particolare aumento dei decessi per infarto nei periodi estremamente caldi tra le donne rispetto agli uomini e negli anziani rispetto ai giovani. I dati mostrano anche che il rischio di attacchi cardiaci mortali si intensifica quanto più a lungo dura un evento meteorologico estremo. Ma i risultati più eclatanti riguardano il mix di caldo estremo e inquinamento: il rischio di attacchi cardiaci fatali è raddoppiato durante le ondate di caldo di quattro giorni quando i livelli di inquinamento da particolato fine sono superiori a 37,5 microgrammi per metro cubo.
“Le ondate di calore stanno diventando più frequenti, più lunghe e più intense e i loro effetti negativi sulla salute sono davvero molto preoccupanti”, commenta Giovanni Esposito, direttore della UOC di Cardiologia, Emodinamica e UTIC dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli e presidente della Società Italiana di Cardiologia Interventistica (GISE). “A questo si aggiunge un altro problema che riguarda la presenza elevata di particolato fine nell’aria, che può interagire sinergicamente con temperature estreme per influire in modo negativo sulla salute cardiovascolare”, aggiunge.
Prese in esame 200 mila morti per infarto
Lo studio ha esaminato oltre 202.000 morti per infarto tra il 2015 e il 2020 nella provincia di Jiangsu, in Cina. Il particolato, o inquinamento da particelle, è il mix di goccioline solide e liquide che galleggiano nell’aria. Questo studio si è concentrato sui danni causati dal particolato più piccolo: PM2.5. È così piccolo –
1/20 di larghezza di un capello umano – che le persone non possono vederlo e può superare le normali difese del corpo. Invece di essere espirato, può rimanere bloccato nei polmoni o entrare nel flusso sanguigno. Le particelle causano irritazione e infiammazione e possono portare a problemi respiratori. L’esposizione a lungo termine al particolato può causare cancro, ictus e infarto.
“Lo studio cinese ha osservato che nei giorni in cui l’inquinamento superava i 37,5 microgrammi per metro cubo e un’ondata di caldo durava quattro giorni, il rischio che qualcuno morisse per un infarto era il doppio del solito”, sottolinea Esposito. Le ondate di freddo e le giornate ad alto inquinamento non sembrano avere lo stesso effetto.
Temperature “estreme” anche tra 28 e 37 gradi
Le temperature estreme considerate dagli scienziati non sono solo quelle in cui il termometro raggiunge o sfora i 40 °C. Basta anche che le temperature si aggirino tra i 28° C e i 37° C. In questa finestra, infatti, durante un’ondata di caldo di due giorni, il rischio di morire per un infarto è risultato del 18% più alto.
Mentre durante un’ondata di caldo di quattro giorni, con temperature tra i 38 °C e i 43 °C, il rischio di morire per un attacco di cuore è del 74% maggiore. In definitiva, i ricercatori stimano che fino al 2,8% dei decessi per infarto possa essere attribuito alla combinazione di temperature estreme e alti livelli di
inquinamento da particolato fine.
“Considerata la maggiore frequenza di eventi meteorologici estremi dovuti ai cambiamenti climatici, le persone dovranno prestare molta più attenzione alle temperature e ai livelli di inquinamento prima di uscire di casa e prendere le dovute precauzioni se vogliono prendersi cura della propria salute cardiaca”,
raccomanda Esposito.
“Le persone più a rischio infarto a temperature estreme, cioè coloro con patologie pregresse, gli anziani e i giovanissimi, dovrebbero assicurarsi di rimanere in casa nei giorni caldi e ad alto inquinamento. È consigliabile – continua – anche utilizzare un purificatore d’aria, ventilatori e condizionatori e, se si deve uscire, meglio farlo di mattina presto quando le temperature sono più basse e indossando abiti larghi e di colore più chiaro”.
Come impatta sulla salute il mix caldo-inquinamento?
Anche se lo studio non spiega in che modo il mix di caldo e inquinamento impatta sulla salute, ci sono numerose evidenze della relazione complessa esistente tra temperature eccezionalmente elevate e inquinamento: più inquinanti immettiamo in atmosfera maggiori sono i cambiamenti climatici e, di
conseguenza, maggiore è la frequenza e l’intensità delle ondate di calore che, a loro volta, aumentano la concentrazione di polveri sottili (PM2.5).
A questo si aggiungono gli adattamenti fisiologici del corpo che per regolare la temperatura aumenta la frequenza respiratoria e l’afflusso di sangue periferico, incrementando così l’esposizione agli inquinanti ambientali.
Preoccupazione per i più fragili
“Siamo molto preoccupati dell’impatto che questo mix di caldo estremo e inquinamento atmosferico può avere sulla salute degli italiani, specialmente la popolazione più fragile”, commenta Massimo Tortorella,
presidente Consulcesi. “In letteratura scientifica ci sono numerose evidenze che collegano questo micidiale cocktail all’aumento di problemi a carico dell’apparato respiratorio e cardiovascolare, come asma, polmoniti, broncopneumopatia cronica ostruttiva e anche infarto, ictus e altri tipi di coronaropatie – continua -. E sempre più italiani se ne stanno rendendo conto. Non è un caso se nell’ultima settimana abbiamo registrato un aumento di ben il 20% delle adesioni alla nostra azione collettiva ‘Aria Pulita’”.
Iniziativa legale in Italia
È infatti in corso in Italia un’iniziativa legale rivolta a oltre 40 milioni di italiani, residenti in più 3.330 comuni in cui la Corte di Giustizia Europea ha accertato violazioni per il superamento dei valori soglia di inquinamento, che ha come obiettivo risarcire coloro a cui non è stato garantito il diritto a vivere in un ambiente salubre.
Nel frattempo i ricercatori cinesi – e non solo – sottolineano la necessità di condurre ulteriori ricerche sui possibili effetti negativi di eventi meteorologici estremi e l’inquinamento da particolato fine, per poter comprendere meglio la relazione tra caldo estremo e inquinamento, e il suo impatto sulla nostra salute.
Il 64% dei camici bianchi vorrebbe essere più ‘digitale’ ma non ha gli strumenti.
La soluzione che ‘traghetta’ i professionisti sanitari verso la digitalizzazione richiesta dal PNRR. Il nuovo Consulcesi Club, infatti, si presenta come un sistema di contenuti e funzionalità evolute che offre soluzioni su misura per il lavoro e la vita privata dedicate a medici e professionisti sanitari
Digitalizzazione, innovazione, personalizzazione e semplificazione per rispondere ai nuovi bisogni emersi dal PNRR: sono queste le caratteristiche che hanno guidato il rinnovamento di Consulcesi Club, la nuova soluzione digitale rilasciata da Consulcesi Group, il più grande network in Europa dedicato ai professionisti della Sanità e alle aziende del settore.
Il nuovo Consulcesi Club, infatti, si presenta come un sistema di contenuti e funzionalità evolute che offre soluzioni su misura per il lavoro e la vita privata dedicate a medici e professionisti sanitari. L’ottimizzazione per la consultazione da qualsiasi dispositivo mobile permette la massima flessibilità di utilizzo della
soluzione, in ogni momento e ovunque ci si trovi. L’assistente dedicato e il servizio di aggiornamento via newsletter offrono supporto e accesso a contenuti, tool e servizi in un click. Grazie ad una tecnologia innovativa, in un ambiente digitale rinnovato, intuitivo e personalizzato su interessi e ambiti di specializzazioni, Consulcesi Club propone contenuti e servizi correlati ai propri ambiti professionali e consente al professionista di personalizzare ulteriormente sulla base dei propri ambiti di interesse.
Una novità al passo con i tempi e con i bisogni degli stessi professionisti sanitari. Infatti, i professionisti chiedono strumenti e tool smart e digitali, soluzioni personalizzate e contenuti e servizi dedicati, oltre che una maggiore formazione in materia di digital health.
È quanto emerge dall’ultima indagine di mercato svolta da Consulcesi e che ha coinvolto più di 1.300 tra medici e professionisti sanitari. Come infatti racconta Massimo Tortorella, Presidente di Consulcesi, da interviste e un questionario sull’ampio campione è emerso che “la maggioranza di questi non solo si conferma aperto alla digitalizzazione, riconoscendone vantaggi e potenzialità, ma con entusiasmo accoglie le nuove soluzioni digital soprattutto quando queste si rivelano utili per l’aggiornamento, la formazione e l’informazione, da sempre assi portanti della professione medica”.
L’indagine di mercato. Come emerge dal “Digital Health: attitudini e competenze dei professionisti della salute verso il digitale” infatti, i medici si confermano una categoria desiderosa di sapere e appassionata: il 60% si informa su temi lavorativi e novità per passione, mossi dal desiderio di accrescere le proprie
competenze e curiosità mentre una minoranza (16%) lo fa solo quando ha una necessità specifica o per raggiungere gli ECM.
Dall’indagine si evince poi che ben oltre la metà – circa il 61% – vuole ed è consapevole di dover restare al passo con i tempi, integrando servizi e soluzioni digitali a quelli analogici e tradizionali, pur riconoscendo la
necessità di una maggiore formazione e guida in materia. Circa il 35% dei medici e professionisti sanitari intervistati si dichiarano inoltre a proprio agio con la tecnologia e di usarla per ingaggiare colleghi e pazienti.
Il digitale supera la presenza anche per formarsi. Già, o forse qualcuno direbbe “almeno”, per quanto riguarda l’educazione continua in medicina (ECM). È infatti il webinar il formato più apprezzato quando si tratta di formazione e aggiornamento dei professionisti sanitari. Supera, se ben di poco almeno per ora, il numero di coloro che ritengono “molto o abbastanza utile” la modalità a distanza in formato di video- lezioni registrate rispetto a coloro che indicano come preferenza la modalità in presenza.
“Al centro le persone, i loro interessi e le loro esigenze, – ha commentato Massimo Tortorella, Presidente Consulcesi – che oggi, grazie ad un migliore uso della tecnologia, il nuovo Consulcesi Club può accompagnare con un’offerta di contenuti e di servizi rinnovata per vivere da protagonisti la rivoluzione digitale”.
Il cordoglio dell’Associazione Medici Endocrinologi per la scomparsa di Vincenzo Toscano
Toscano, già Ordinario di Endocrinologia a Roma, Università Sapienza e Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Endocrinologia dell’Azienda Ospedaliera Sant’Andrea di Roma e past President dell’Associazione Medici Endocrinologi (Ame). “Ai suoi cari la famiglia Ame si stringe con profondo affetto il suo ricordo aiuterà a proseguire il cammino”
É venuto a mancare improvvisamente il Professor Vincenzo Toscano, già Ordinario di Endocrinologia a Roma, Università Sapienza e Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Endocrinologia dell’Azienda Ospedaliera Sant’Andrea di Roma e past President dell’Associazione Medici Endocrinologi (Ame).
“Ci rimarrà impresso il suo ricordo, parte costitutiva degli ideali che hanno portato alla nascita della nostra Associazione: integerrimo e insieme sempre amichevole, impegnato ma sempre disponibile per tutti, di profonda cultura ma senza mai ostentazione di superiorità”, ha dichiarato Enrico Papini, componente
storico del comitato scientifico Ame esprimendo il cordoglio di tutta l’Associazione.
Classe ’48, Vincenzo Toscano era nato a Roma. Specializzato in endocrinologia e pediatria, è stato autore di innumerevoli articoli e pubblicazioni e referee per diverse riviste nazionali ed internazionali in ambito endocrinologico.
L’improvvisa dipartita del Professor Toscano lascia un grade vuoto nella famiglia Ame che lo definiscono “padre nobile e una figura di riferimento”.
Il Professor Toscano è stato tra le personalità più impegnate di Ame, portando avanti battaglie per l’uguaglianza nell’accesso alle cure, richiamando l’attenzione pubblica e delle istituzioni su una molteplicità di problematiche connesse all’endocrinologia come la malnutrizione, le malattie rare, i danni da
inquinamento ambientale.
Toscano aveva grande attenzione al tema della prevenzione e della formazione, per questo ha ricoperto con impegno il ruolo di responsabile scientifico e docente di circa svariati corsi di aggiornamento e formazione dedicati ai professionisti della salute per Consulcesi ed era altresì membro del comitato
scientifico di Sif (Sanità In-Formazione).
“Ai suoi cari la famiglia Ame si stringe con profondo affetto – scrive l’Associazione – il suo ricordo aiuterà a proseguire il cammino”.
Consulcesi – Massimo Tortorella