Bergamo, Ospedale Papa Giovanni XXIII ricerca medici ed infermieri per fronteggiare emergenza da Coronavirus

Mercoledì 4 marzo 2020, la struttura ospedaliera Giovanni XXIII sita in Bergamo ha diffuso la pubblicazione di due bandi, finalizzati alla ricerca di un numero importante di specialisti, per far fronte all’emergenza causata dal diffondersi del Coronavirus in Italia. Le aree specialistiche maggiormente ricercate, stando ai bandi pubblicati dall’Ospedale Giovanni XXIII di Bergamo, sono le seguenti: Ematologia, Anestesia e Rianimazione, Malattie dell’apparato respiratorio, Malattie infettive, Medicina e Chirurgia d’accettazione e d’urgenza, Medicina interna, Microbiologia e Virologia. Inoltre, il bando dell’Ospedale Giovanni XXIII di Bergamo va alla ricerca di personale infermieristico e tecnico, per funzioni di collaborazione. Le assunzioni di queste particolari figure specialistiche, stando al bando pubblicato dalla struttura ospedaliera Giovanni XXIII di Bergamo, coprirebbero un arco temporale di 6 mesi, finalizzate dunque al contenimento dell’emergenza da contagio a causa del diffondersi del COVID – 19. Possono rispondere al bando anche tutti gli operatori sanitari che hanno cessato l’attività, coloro che sono iscritti all’ultimo anno di formazione specialistica  medica negli ambiti professionali previsti nel bando e in aree specialistiche analoghi o attinenti a quelle inserite nell’annuncio. Ovviamente il rapporto professionale potrà essere intrapreso unicamente al conseguimento del diploma di specializzazione. È possibile rintracciare online i requisiti e le modalità di partecipazione al bando ai seguenti indirizzi, link per i medici specialisti; e link per gli infermieri. Per saperne di più sul Coronavirus clicca qui: credits Massimo Tortorella.

Medici oggetto di denunce e accertamenti tecnici preventivi. Consulcesi scende in campo con una task force di sostegno

Medici e personale sanitario vittime di più di una denuncia al giorno. E si fa riferimento soltanto alle querele presentate in Procura. Seppur il 70 – 80% di esse si risolve con un nulla di fatto, le  denunce attivano un circolo vizioso di accertamenti, indagini di verifica e valutazioni aziendali, che provocano ansie e inquietudini nel personale sanitario coinvolto. È il Convegno su “Rischio Clinico e Contenzioso”, organizzato dall’Università La Sapienza di Roma in collaborazione con il team legale Consulcesi, a restituire questi dati. Si stima che, in più di un ventennio, le querele e le controversie nei confronti di medici e personale sanitario abbiano subito un incremento del 200%. La causa di questo fenomeno, secondo l’opinione del Giudice Dottor Alberto Cisterna, Presidente della XIII Sezione del Tribunale di Roma e specializzato nel settore dei contenziosi sanitari, è da attribuire nella maggiore fiducia che le persone ripongono nelle nuove leggi e nella consapevolezza di una risposta immediata dalla Giustizia. Medici e sanitari si trovano sempre più al centro di lunghi e stressanti procedimenti penali e civili, oltre che a citazioni per danni erariali o illeciti disciplinari davanti alla Corte dei Conti. 7 – 8 denunce su 10 di natura penale risultano infondate, ma la presentazione delle querele comporta uno spreco di tempo e denaro, oltre che l’inevitabile coinvolgimento di medici e personale sanitario. Pertanto, l’équipe legale Consulcesi ha attivato una task force legale e medico legale, al fine di preservare e tutelare gli operatori della sanità che, quotidianamente, affrontano difficoltà sul luogo di lavoro, denunce, citazioni e richieste di risarcimento. Lo sportello attivato dal pool legale Consulcesi è gratuito ed offre agli interessati un servizio completo e tempestivo: assistenza legale sul caso esposto ed una prima valutazione tecnica da parte di un medico legale, specializzato nel settore. Quest’ultimo indica al professionista che ne ha fatto richiesta le soluzioni difensive da mettere subito in campo. Il Dottor Raffaele La Russa, Professore di Medicina Legale presso La Sapienza di Roma, parlando del servizio messo a punto con la collaborazione di Consulcesi, afferma: “La Task force C&P vuole riunire le migliori professionalità in ambito di responsabilità legale, medico sanitaria ed assicurativa per poter dare ai medici e a tutti gli operatori sanitari, la migliore tutela penale, civile e amministrativa nei casi di malpractice”. Il Professor La Russa sottolinea come l’intera Task Force sia costituita da “legali e professionisti universitari e di alto livello, capillarmente distribuita su tutto il territorio nazionale”. Il Convegno ha evidenziato come anche gli Accertamenti Tecnici Preventivi (ATP) siano in aumento. Infatti, dall’entrata in vigore della Legge Gelli nel 2017, si sono registrati 1350 ricorsi. Al contrario, l’istituto della mediazione non raccoglie altrettanto successo, visti i risultati poco favorevoli fatti registrare fino ad ora. Infatti, la legge Gelli – Bianco, al fine di tutelare i medici e sostenere i pazienti, indicava l’obbligo di provare una conciliazione stragiudiziale, prima di procedere con un procedimento in tribunale. L’intento della legge era sicuramente adeguato, ma i problemi connessi non sono trascurabili. L’articolo 15 della legge prevede che i giudici debbano nominare un collegio di periti, costituito da due esperti, di cui uno specialista in medicina legale ed uno nella disciplina al centro del contenzioso. L’ipotesi del collegio assicura equilibrio alla controversia, poiché assicura che l’operato del medico viene stimato da un professionista esperto del settore e che il giudice può contare su un’adeguata disamina scientifica. In questo modo, potrà giungere alla decisione più giusta e corretta per la risoluzione del contenzioso. Tuttavia, questo tavolo di conciliazione è ancora distante dall’essere applicato da tutti gli Uffici Giudiziari del paese. Nel 98% dei casi a Roma, infatti, le sentenze si attengono alle conclusioni giunte dalla consulenza tecnica d’ufficio, fornitegli dal consulente tecnico d’ufficio (CTU). Proprio per questo motivo, la task force Consulcesi & Partners vuole sostenere i professionisti della sanità, fornendo risposte concrete e certe, mediante il suo network, che può contare su professionisti in ambito legale e medico – legale. Visitando il sito www.consulcesiandpartners.it oppure digitando 800 122 777 si potranno ottenere le risposte richieste da parte del pool Consulcesi & Partners.

Piattaforma Consulcesi, il catalogo dei corsi ECM dedicati ai medici e al personale sanitario

Il pool legale Consulcesi, da anni al fianco e punto di riferimento per medici e personale sanitario, mette a disposizione un servizio di formazione continua a distanza, dedicato ai colletti bianchi. L’esperienza formativa rappresentata dall’Educazione Continua in Medicina (ECM) costituisce un elemento importante per la classe medica, perché consente ai suoi rappresentati il raggiungimento di tre obiettivi fondamentali: 1. Fronteggiare nel miglior modo possibile ai bisogni dei pazienti; 2. Garantire un’adeguata assistenza di qualità nell’ambito del servizio sanitario; 3. Conseguire un aggiornamento permanente e continuo nel settore. Il team Consulcesi collabora con il provider dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Age.na.s), che gode dell’accredito ECM in – Formazione n. 2506. Consulcesi Club permette all’utente la fruizione di una piattaforma digitale, che consente la formazione a distanza. La piattaforma online di Consulcesi Club ha ottenuto il primo posto nella classifica “The Best Provider ECM” nell’ambito “Formazione a Distanza FAD”, secondo quanto riportato dall’Annuario della Formazione in Sanità 2019. La piattaforma online del club Consulcesi prevede un’offerta formativa ECM che prevede 200 corsi, strutturati secondo 5 tematiche diverse: 1. Medicina: in questo settore, l’utente troverà informazioni afferenti alla pratica quotidiana nell’ambito del Servizio Sanitario. In questa categoria, la piattaforma Consulcesi mette a disposizione edizioni aggiornate dei corsi ECM, approfondimenti, suggerimenti su come intervenire per la risoluzione di particolari problematiche relative alla pratica medica quotidiana e trattazioni su specifiche patologie. La realizzazione di ogni corso ECM è curata da specialisti del settore e ogni esperienza formativa è accompagnata da una scheda di presentazione, in cui sono racchiuse le informazioni generali più importanti: durata del corso, numero dei crediti, l’obiettivo programmato, le figure professionali a cui è rivolto. Inoltre, la piattaforma Medicina di Consulcesi Club informa sulla presenza di eventuali test/esami finali, di materiali didattici allegati, sulle aree tematiche definite da Age.na.s e definisce i nomi dei responsabili scientifici che hanno curato il corso; 2. Sicurezza: la tematica si lega all’espletamento della professione, all’uso di particolari strumenti o sostanze in modo corretto ed adeguato e alla cura dei pazienti che si trovano nella struttura sanitaria. I corsi ECM offerti in questo ambito da parte del club Consulcesi afferiscono al settore più generale della sicurezza sul lavoro. L’offerta formativa Consulcesi permette un adeguato aggiornamento dedicato ai medici, al fine di approfondire le loro conoscenze in tema di sicurezza, anche in situazioni di particolare emergenza e stress; 3. Legale: la piattaforma del club Consulcesi permette ai medici di approfondire un aspetto importante della professione, quello delle scienze forensi, soprattutto perché si opera in un contesto legato alla salute del paziente e alla sua privacy. I corsi ECM Consulcesi per l’ambito legale curano due aspetti: consentono ai medici di approfondire le loro conoscenze, al fine di proteggere i propri diritti in merito alle responsabilità professionali; formano i medici sull’ambito legato alla tutela dei pazienti, in relazione al trattamento dei dati personali e della loro privacy; 4. Manageriale: i corsi ECM della piattaforma Consulcesi che afferiscono a questo settore hanno come obiettivo una formazione nell’ambito gestionale. L’obiettivo di questa categoria di corsi è quello di guidare il fruitore alla conoscenza delle questioni che riguardano la gestione delle risorse umane o l’organizzazione della comunicazione aziendale ed esterna. La piattaforma del club Consulcesi mette a disposizione in quest’area corsi ECM, specializzati in management sanitario ed integrazione interprofessionale; 5. Lingue straniere: la piattaforma Consulcesi offre in quest’area corsi ECM legati alla formazione linguistica in ambito sanitario e non. Il catalogo prevede corsi di lingua inglese, francese e spagnola, suddivisi nei 3 livelli: iniziale, intermedio 1 e intermedio 2. Questo particolare settore della piattaforma Consulcesi permette ai medici e al personale sanitario di approfondire competenze linguistiche, al fine di gestire la presenza di pazienti stranieri all’interno delle corsie ospedaliere. Tutti i corsi ECM inseriti nel catalogo della piattaforma Consulcesi sono organizzati in base a quanto previsto secondo dai dettami stabiliti dalla Conferenza permanente per i Rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome.

Violenza negli ospedali. Grido d’allarme dell’OMCeO di Milano

Consulcesi & Partners risponde con un servizio di consulenza legale gratuito. Servizio gratuito per tutti i medici milanesi vittime di aggressioni. Il progetto sarà curato in collaborazione con lo studio legale Tronca. L’ex prefetto di Milano: «Restituire motivazioni agli operatori sanitari, importante far valere i propri diritti»
Emergenza sanità in corsia: sono 1.704 le aggressioni, registrate negli ultimi tre anni, ai danni dei camici bianchi nell’Area Metropolitana di Milano. A lanciare il grido d’allarme è l’Ordine dei Medici, Chirurghi e Odontoiatri di Milano nel corso del dibattito organizzato lo scorso primo febbraio a Palazzo Marino in collaborazione con la Commissione Pari Opportunità del Comune di Milano. 

Si tratta di un’emergenza autentica – afferma Roberto Carlo Rossi, Presidente dell’OMCeO di Milano, – i dati sono infatti arrotondati per difetto poiché non esiste una vera e propria contabilità di tale situazione.” e aggiunge: “Come rispondiamo a questo pericoloso fenomeno?”

A rispondere prontamente all’allarme dell’Ordine dei Medici di Milano è il pool legale Consulcesi & Partners, che ha espresso sin dalla prim’ora vicinanza agli operatori sanitari sugli episodi di aggressione in corsia. Presente al dibattito, il Prof. Avv. Francesco Paolo Tronca ha infatti annunciato l’attivazione di un servizio di consulenza legale dedicato ai medici di Milano, attivo 24 ore su 24, per fornire assistenza su tutti gli aspetti giuridici correlati ad un’eventuale aggressione subita in ambito lavorativo, disponibile al numero verde 800.122.777 o direttamente sul sito www.consulcesi.it.  

L’ex prefetto di Milano, definendo come inaccettabile l’escalation di violenza in corsia a danno dei professionisti sanitari e sottolineando l’importanza di contrastare tempestivamente il fenomeno attraverso iniziative concrete, una delle quali lo vede promotore in prima persona, ha dichiarato: “I medici e gli operatori sanitari hanno necessità di svolgere il proprio lavoro in un clima disteso e di lavorare nelle migliori condizioni possibili. – commenta Tronca – Sicurezza e fiducia sono le chiavi per valorizzare il rapporto medico-paziente che è alla base del percorso di cure su cui poggia il nostro Ssn. È importante unificare gli sforzi e riuscire ad intraprendere le azioni adeguate ad infondere il sostegno ai sanitari della propria azienda, dell’ordine professionale e di tutta la società civile. Ed è per questi motivi che, insieme a Consulcesi & Partners, ho curato con convinzione il progetto di offrire consulenza legale a vari livelli ed in diversi ambiti attraverso lo Studio Legale Tronca agli operatori sanitari che ne abbiamo necessità, in un costante e collaborativo dialogo con l’OMCeO di Milano.”  

Il Presidente dell’OMCeO di Milano Roberto Carlo Rossi ha sottolineato, nel corso dell’incontro, l’importanza della formazione e di leggi adeguate a fronteggiare l’emergenza. “Come Ordine dotiamo tutti i medici degli strumenti e delle competenze necessarie per affrontare tali situazioni critiche. – ha dichiarato Rossi – È inoltre altrettanto importante sottolineare come parallelamente alla formazione della classe medica debba necessariamente prendere avvio l’adeguamento legislativo a tutela di tutti gli operatori socio sanitari”.

Al dibattito, svolto lo scorso 1 febbraio a Palazzo Marino ha partecipato anche Federazione dei Medici e degli Odontoiatri (FNOMCeO) nella figura del suo Segretario Dott. Roberto Monaco. 

Safer Internet Day Consulcesi, l’esperto avvisa: “No a demonizzazione social, TikTok creativo, ma attenzione all’uso eccessivo”

Più di Facebook ed Instagram. È TikTok il social più usato e scaricato al momento. 500 milioni gli utenti che ne usufruiscono, con i Tiktoker più attivi che appartengono ad una fascia d’età compresa tra i 7 e i 16 anni. Da pochi giorni si sono concluse le campagne di sensibilizzazione dedicate al Cyber bullismo, che celebra la Giornata il 7 febbraio, e alla Sicurezza in Rete, ricordata lo scorso 11 febbraio. Il Safer Internet Day, promosso da Consulcesi e inserito nella Giornata Mondiale della Sicurezza in Rete,  rappresenta un’esperienza formativa dedicata al personale sanitario. Il corso di Consulcesi ogni anno si occupa della questione della dipendenza dalle tecnologie digitali. Quest’anno il Safer Internet Day Consulcesi è stato tenuto dallo psichiatra David Martinelli. Il dottor David Martinelli è specialista in dipendenze dal Web presso il Policlinico Gemelli e responsabile scientifico del corso Fad “Internet & Adolescenti: dal cyber bullismo alla web dipendenza”. Questo corso, sostenuto anche dal Ministero della Salute, è caratterizzato da un progetto educativo e formativo. Il film “Sconnessi”, diretto da Christian Marazziti e mandato in onda anche su Canale 5, fa parte del progetto. Il presidente di Consulcesi Massimo Tortorella spiega: “La metodologia dei Film Formazione, lanciata in occasione della pandemia Ebola,  è tra le più scelte dai professionisti della sanità per aggiornare le proprie competenze. In particolare, patologie legate a tematiche di grande rilievo sociale e mediatico che generano vere e proprie psicosi collettive, come l’attuale caso del Coronavirus, possono sfruttare la forza comunicativa e narrativa della cinematografia”. Stando ai dati diffusi da un rapporto curato dalla Fondazione Policlinico Universitario Gemelli – Università del Sacro Cuore, un adolescente su cinque ha stabilito un legame critico con Internet. Le cifre lanciano un allarme, ma il dottor David Martinelli, durante il Safer Internet Day Consulcesi, afferma che è inutile negare o demonizzare il Web o i social. Si tratta di realtà che appartengono alla vita quotidiana, caratterizzata da una rivoluzione digitale in corso, ed investe ogni ambito dell’esistenza umana, compresa la salute. In occasione del Safer Internet Day Consulcesi, il dottor David Martinelli assicura che ostacolare e rifiutare l’utilizzo dei social ai ragazzi è senza senso; può avere controindicazioni rilevanti. Le soluzioni proposte dal dottor David Martinelli per il Safer Internet Day Consulcesi sono la preparazione e l’informazione. Si tratta delle due parole chiave per poter usare la rete in modo responsabile. I primi che devono approfondire la conoscenza nel campo sono i genitori. Secondo il dottor David Martinelli i genitori devono guidare la rivoluzione digital, insegnando ai ragazzi l’uso intelligente dei social. Nel corso del Safer Interner Day Consulcesi, il dottor David Martinelli svela le potenzialità del social cinese TikTok: è creativo, incoraggia alla velocità e al dinamismo. Ha una struttura chiara e semplice, grazie al suo sistema di Intelligenza Artificiale, stimola la produzione di video di durata variabile tra i 15 e i 60 secondi, con sottofondi musicali, filtri ed effetti sonori. I video realizzati con TikTok rappresentano balli, gag comiche e imitazioni musicali in playback. Il dottor David Martinelli, nel corso del Safer Internet Day Consulcesi, invita i genitori a scavare sulle motivazioni per cui i figli sono affascinati dai social, ad osservare e realizzare insieme un video da condividere su TikTok. Durante il Safer Internet Consulcesi, lo psichiatra David Martinelli esorta i genitori a “conoscere i loro gusti e le loro attitudini”, perché “uno dei metodi per evitare che i ragazzi diventino dipendenti da internet è eludere la solitudine e il senso di isolamento e accorciare le distanze tra la figura genitoriale e i figli, facendo un passo verso il loro mondo”. Condivisa la passione per il mondo digital, i genitori dovranno “educare” i propri figli a staccarsi dal virtuale per tornare nel mondo reale, in modo da approfondire amicizie, rapporti interpersonali, colmando il tempo libero di attività edificanti. In occasione del Safer Internet Day Consulcesi, il dottor David Martinelli ha lanciato l’idea di chiudere la connessione per un’intera giornata, come avviene nel film “Sconnessi”. Si tratta di un film presentato presso il Ministero della Salute e che mostra la giornata di una famiglia che trascorre l’intera giornata offline. Il Ministero sta valutando la proposta di lanciare lo #Sconnessiday, idea già avanzata dal team Consulcesi nel 2018, invitando i ragazzi a spegnere smartphone e connessioni per un intero giorno.

Senza formazione a rischio l’assicurazione. Speranza: presto nuovi Ecm

Quasi un medico su due non si aggiorna e la percentuale scende attorno al 30% quando si prendono in considerazione tutti gli operatori sanitari 

Il mancato assolvimento degli obblighi di formazione professionale può avere come conseguenza la mancata copertura assicurativa per il professionista. Per alcuni tipologie di polizza il diritto di rivalsa può essere esercitato nei confronti dell’assicurato qualora l’esercente la professione sanitaria non abbia regolarmente assolto l’obbligo formativo e di aggiornamento. A spiegarlo è Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi che commenta un servizio pubblicato da Panorama dal titolo “I medici ignoranti danneggiano anche te” dal quale prende le distanza: “va a soffiare su quel clima di odio che si respira tra le corsie degli Ospedali di tutta Italia (e non solo) come confermato dell’escalation di denunce e di aggressioni al centro anche degli ultimi casi di cronaca”. 

Tortorella spiega che da tempo è stata sollevata “la bomba dei crediti ECM, l’avevamo anticipato una settimana fa in una lettera chiusa al Ministro della Salute Roberto Speranza e agli Ordini Professionali. Ora, mi auguro che arrivi un chiaro messaggio di rispettare l’obbligo formativo di tutti i Presidenti degli Ordini in vista della scadenza del triennio il 31 dicembre 2019”. I dati riportati “confermano quanto già emerso negli ultimi mesi: quasi un medico su due non si aggiorna e la percentuale scende attorno al 30% quando si prendono in considerazione tutti gli operatori sanitari, ovvero 1 milione e 200mila professionisti. E il 60% di chi si forma è donna, mentre il 40 % sono uomini. Su questo tema anche amato si è già espresso richiamando i colleghi degli altri Ordini a far rispettare l’obbligo”. Dall’articolo emergono altri due elementi: un conflitto di interesse dell’Ordine Professionale, ossia tra chi controlla e chi è controllato ed inoltre, un tentativo di sanatoria a favore dei medici che non rispettano l’obbligo. Nell’articolo viene prima messa in evidenza la stortura del sistema, raccontato così: “a decidere le sanzioni per i colleghi inadempienti sono paradossalmente gli stessi medici che dovrebbero essere sanzionati”. 

La risposta del Ministro non si è fatta attendere: “Medici ignoranti? Un modo di dire da rinviare al mittente, senza se senza ma”. “Abbiamo professionisti di grande qualità – aggiunge Speranza – difendo i medici di questo Paese è penso che purtroppo sono i peggio Pagati in giro per l’Europa. Guai a ad avere un atteggiamento sbagliato sui medici che ogni giorno dedicano la vita per lo servire il Paese, per una missione e per prendersi cura dei nostri pazienti”. “Per la formazione continua – prosegue il ministro – abbiamo una commissione che si riunisce e su questo dobbiamo continuare ad investire: le sfide dell’informazione nel comparto salute richiedono una formazione sempre più di qualità’. Lavorero’ su questo. Punto molto sulla formazione di tutto il personale sanitario”. 

Rimborsi ex specializzandi: verso la transazione

Presentati due subemendamenti per chiudere il contenzioso generato dalla tardiva applicazione delle direttive Ue per la formazione post laurea dei medici specialisti: rimborsi forfettari di 8 e 15mila euro annui 

La lunga vertenza dei medici ex specializzandi entra nella Manovra economica 2020. Due subemendamenti (Atto Senato 1586 – sub emendamento 55.0.2000) propongono infatti la soluzione transattiva su cui si dibatte da tempo per porre fine al contenzioso che sta vedendo da anni lo Stato soccombere di fronte ai ricorsi presentati dai medici che tra il 1978 ed il 2006 non hanno ricevuto l’adeguata remunerazione durante la scuola di specializzazione sebbene questo fosse previsto da precise direttive europee (75/362/CEE, del Consiglio, del 16 giugno 1975, 75/363/CEE del Consiglio, del 16 giugno 1975, e 82/76/CEE del Consiglio, del 26 gennaio 1982). La platea degli interessanti dalla vicenda è di circa 118mila medici. Attraverso le azioni collettive promosse in questi anni, il network legale Consulcesi ha fatto riconoscere oltre 500milioni di euro ai suoi assistiti con la prospettiva di un esborso miliardario per le casse pubbliche. Solo negli ultimi mesi, per effetto delle ultime sentenze, Consulcesi ha consentito ad oltre 400 professionisti di ottenere rimborsi per un valore complessivo superiore ai 10milioni di euro. I provvedimenti presentati in Senato vedono il senatore Antonio De Poli (nella foto) come primo firmatario, ai quali si sono aggiunti i colleghi Antonio Saccone, Gilberto Picchetto Fratin, Dario Damiani, Massimo Ferro e Raffaele Fantetti. Viene proposto un indennizzo di 8mila euro per ogni annualità del corso a quanti si sono immatricolati tra il 1978 ed il 1992 e di 15mila euro per gli specializzandi del periodo 93-2006. Alla remunerazione, a titolo fortettario, verrà inoltre aggiunta la rivalutazione monetaria decorrente dall’8 agosto 1991 alla data di entrata in vigore della presente legge, nonché gli interessi compensativi al tasso legale medio tempore maturati sulle somme rivalutate anno per anno. 

Riguardo la copertura, nei subemendamenti si legge che: “si può attingere al risparmio previsto sui costi annuali della medicina difensiva c.d. “positiva”, stimati in 10 miliardi di euro, pari allo 0,75% del Prodotto Interno Lordo, dalla Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi sanitari regionali, istituita con deliberazione della Camera dei deputati del 5 novembre 2008 e dall’AgeNaS – Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, in conseguenza della entrata in vigore della Legge 8 marzo 2017, n. 24, disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie, in Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 64 del 17 marzo 2017”. «Siamo di fronte ad una grande ingiustizia – commenta il senatore Antonio De Poli -. I due subemendamenti presentati riguardano proprio questo aspetto: il riconoscimento del percorso fatto come specializzandi e l’aspetto economico. Ci auguriamo che questa volta il Governo ci ascolti e finalmente lo Stato italiano riconosca il diritto di migliaia di medici». «La questione ora è ad appannaggio dei Tribunali, ma è corretto che il Parlamento si riappropri del suo ruolo. La soluzione transattiva, già proposta da diversi Ddl in maniera bipartisan e ora inserita in Manovra, consentirebbe ai medici penalizzati di veder riconosciuto il loro diritto – afferma il Presidente di Consulcesi, Massimo Tortorella -. Ne gioverebbe anche lo Stato ed il Sistema Salute con un concreto risparmio di fondi che potrebbero essere reinvestiti proprio nella sanità pubblica, a vantaggio di operatori e pazienti. Abbiamo anche sensibilizzato Bruxelles sul tema, l’abbiamo portata all’attenzione del Parlamento europeo da cui è arrivato uno sprone al Governo a chiudere la vertenza. Questo sta per accadere ed è importante che ora i medici che non lo hanno ancora fatto formalizzino il ricorso per ottenere l’indennizzo».

Ex Specializzandi: nuovi rimborsi in arrivo 2019

EX SPECIALIZZANDI: LA CORTE DI APPELLO DI ROMA RICONOSCE ALTRI 19 MILIONI DI EURO E RIBALTA IL PRIMO GRADO PER 172 MEDICI

La sentenza ha riformato la posizione dei medici che avevano perso in primo grado, aggiungendo ulteriori 4 milioni di euro di rimborsi. Consulcesi: «È la conferma che solo non proseguire nell’azione legale è una sconfitta certa»

Il 12 aprile nuova azione collettiva sulla scia delle ultime sentenze positive: solo nel 2018 rimborsi per 48 milioni

La lunga scia delle vittorie in favore dei medici ex specializzandi continua inarrestabile: con la sentenza 1030 del 13 febbraio 2019, la Corte d’Appello di Roma ha riconosciuto a 490 camici bianchi altri 15 milioni di euro. Ma c’è di più: con la stessa sentenza è stata riformata la posizione di altri 172 medici che avevano perso in primo grado, aggiungendo 4 milioni di euro in loro favore.

La vertenza sui medici specializzati tra il 1978 ed il 2006 che non hanno ricevuto dallo Stato italiano il corretto trattamento economico, nonostante fosse previsto dalle direttive Ue (75/362/CEE, 75/363/CEE e 82/76/CEE), ha visto negli anni la conferma di un diritto ormai consolidato e che viene riconosciuto dai Tribunali di tutta Italia in maniera sempre più celere. Grazie alle azioni collettive portate avanti dal network legale Consulcesi, solo nel 2018, sono stati rimborsati 1521 medici con più di 48 milioni di euro.

Tutto ciò, anche in virtù della pronuncia della Corte di Giustizia Europea (cause riunite C- 616/16 e C-617/16), che ha segnato una svolta storica nella giurisprudenza di questo contenzioso, in base ai cui principi le somme riconosciute ai medici potrebbero essere triplicate. Una partita più che mai aperta, quindi, e che vede ingrossarsi le fila dei medici rimborsati dopo il recente e autorevole parere pro veritate che ha confermato “come non si sia formata la certezza del diritto necessaria per il decorso della prescrizione”, ciò a causa dell’assenza di sentenze e normative chiare ed univoche sulla posizione dei medici immatricolati dal 1978 in poi.

«È la conferma – sottolinea Massimo Tortorella, Presidente Consulcesi – che solo non proseguire nell’iter giudiziario rappresenta una sconfitta certa: per questo è importante insistere per la tutela dei propri diritti. Invitiamo, quindi, i medici che vogliono aderire all’azione collettiva del 12 aprile a contattare i nostri oltre mille consulenti che rispondono al numero verde 800.122.777 e direttamente sul sito internet www.consulcesi.it».

Ufficio stampa Consulcesi [email protected] 328.4812859 – 340.8293082

Consulcesi premia i migliori ricercatori italiani

Giovani ricercatori italiani protagonisti in UK: Consulcesi premia i migliori a Londra

Massimo Tortorella, Presidente Consulcesi Group: «Riduttivo considerare i ricercatori italiani all’estero dei ‘cervelli in fuga’, sono gli ambasciatori del nostro sapere scientifico nel mondo»

Giovani ricercatori italiani protagonisti in Gran Bretagna per la qualità del lavoro portato avanti nelle migliori Università inglesi, in un ambiente accademico tra i più competitivi e prestigiosi del mondo. Nella sede dell’Ambasciata d’Italia a Londra, il Gruppo Consulcesi, realtà di riferimento per la tutela legale e la formazione di oltre 100mila medici, insieme a Farmaco Italiano, società che mette in contatto le farmacie italiane per offrire medicinali agli italiani all’estero (attraverso il portale web www.farmacoitaliano.co.uk), ha
consegnato il premio “Italy Made Me” a due studiosi: Serena Lucotti, oncologa all’Università di Oxford e Luca Peruzzotti-Jametti, ricercatore di genetica a Cambridge. Giunto alla sua quarta edizione, il riconoscimento, promosso dalla stessa sede diplomatica, è destinato a giovani italiani che abbiano compiuto
almeno parte del loro percorso formativo in Italia prima di approdare in UK. L’Ambasciata ha coordinato con l’Associazione degli Scienziati italiani nel Regno Unito (AISUK) e la Italian Medical Society of Great Britain (IMSOGB) il processo di selezione dei progetti di ricerca, attraverso scelte passate poi attraverso il filtro finale di una giuria accademica.
Durante la cerimonia di premiazione, alla presenza dell’ambasciatore Raffaele Trombetta, è intervenuto il Presidente di Consulcesi Group, Massimo Tortorella: «Vorrei congratularmi di cuore con questi ragazzi. Lasciare il proprio Paese non è mai una scelta semplice, ma ottenere un riconoscimento come questo è senz’altro una bella ricompensa per tutti i sacrifici sostenuti in questi anni da loro e dalle loro famiglie. Noi siamo da sempre al fianco dei giovani, sostenendo gli aspiranti studenti di medicina, gli specializzandi e i giovani professionisti. È riduttivo – conclude Tortorella – considerare i giovani ricercatori all’estero dei ‘cervelli in fuga’. In realtà, sono gli ambasciatori del sapere italiano nel mondo, e rappresentano il network scientifico globale del futuro».

Blockchain, la proposta Consulcesi sui migranti

Migranti, la proposta di Consulcesi Tech: Blockchain per identità digitale e tracciabilità sanitaria garantisce inclusione sociale e sicurezza

Blockchain per l’identità digitale e la tracciabilità sanitaria dei migranti che arrivano nel nostro Paese. È la soluzione che Consulcesi Tech, hi-tech company specializzata in soluzioni all’avanguardia legate alla Blockchain, propone alle istituzioni nazionali e internazionali.
Nel mondo ci sono 1 miliardo e 100 milioni di persone che non hanno documenti per provare la loro identità. Come molti rifugiati, sfollati o profughi che fuggono a causa di guerre, persecuzioni o disastri. A pagare il prezzo di questa privazione è un sesto della popolazione mondiale, composto per un terzo da minori.
«Per i migranti avere un’identità digitale è un diritto umano fondamentale, che consente di coniugare inclusione sociale e sicurezza», spiega Andrea Tortorella CEO di Consulcesi Tech. «Grazie alla nostra expertise, – sottolinea –
l’Italia potrà essere un Paese all’avanguardia nella corretta gestione dei flussi migratori, a partire dalla registrazione dei dati sanitari di chi sbarca sulle nostre coste per una corretta presa in cura, anche in caso di successivi spostamenti in altri Paesi».
«Il caso dell’allontanamento dei migranti da Rocca di Papa – commenta Andrea Tortorella – dimostra quanto sia urgente e necessaria una svolta tecnologica nella filiera dell’accoglienza: la Blockchain semplifica il processo di riconoscimento dello status di rifugiato, ad oggi ancora estremamente burocratizzato, e permette ai Paesi ospitanti di accertare la provenienza, e quindi garantire i diritti, di queste persone. Il fenomeno migratorio – conclude – oggi più che mai è al centro dell’agenda politica, ed è il momento di affrontare questa sfida a fianco delle istituzioni, attraverso soluzioni che sono già realtà all’estero, che miglioreranno la qualità di milioni di persone, garantendo legalità e sicurezza».